Avigliana
partenza

Lo sapete che a pochi passi da Piazza Conte Rosso c’è una palla di cannone del 1600 conficcata in uno dei suoi palazzi antichi?
Che da una delle sue case più belle, in cima ad una colonna di pietra, un bambino dispettoso fa le boccacce ai passanti?
Che nelle prigioni del suo castello fu imprigionato Amedeo d’Acaja, principe ribelle di casa Savoia, il cui spirito ancora oggi si dice vaghi nelle nebbie del lago dove fu fatto annegare?
Parcheggiate la vostra auto nelle aree indicate nella cartina e proseguite a piedi alla caccia di queste curiosità: scoprirete un centro storico preziosissimo che culmina in Piazza Conte Rosso e nelle rovine del castello che la sovrastano. Trovate tutte le informazioni lungo il percorso, su pannelli informativi che vi faranno conoscere la storia di Avigliana, dei sontuosi palazzi, delle bellissime chiese, della Torre dell’Orologio, delle porte di accesso all’antica città.
Il circuito ad anello può iniziare e terminare dove preferite: che arriviate ad Avigliana in treno o che siate di ritorno dai Laghi. Ma non limitatevi; vi invitiamo ad uscire dal tracciato, a perdervi nelle stradine laterali, a scoprire camminando lentamente le sue bellezze nascoste.

1 – Casa Senore 2 – Ospedale e Casaforte del Beato Umberto 3 – Chiesa e Porta di Santa Maria 4 – Oratorio del Gesù 5 – Piazza Santa Maria 6 – Casa di Porta Ferrata e Torre Rotonda 7 – Casa Cantamerlo 8 – Palazzo Municipale 9 – Chiesa di Santa Croce 10 – Castello 11 – Chiesa di San Giovanni 12 – Torre dell’Orologio13 – Porta Ferronia 14 – Chiesa di San Pietro.

Fonte Turismo Avigliana

 

 

 

Sant’Ambrogio di Torino

Sacra di san Michele
prima tappa

La nascita e lo sviluppo del borgo di S. Ambrogio furono strettamente collegati alle vicende del soprastante monastero di S. Michele della Chiusa, fondato negli ultimi decenni del X secolo sulla cima del monte Pirchiriano, e alla strada di Francia, quale base logistica e amministrativa

dell’abbazia. Il nucleo storico del paese è la piazza IV Novembre dove ancora oggi si conservano i resti della prima chiesa del borgo e del dominante castello, collocati lungo il sentiero che sale alla Sacra di S. Michele.

Le antiche cellule medievali,inglobate nel tessuto urbano moderno, si leggono lungo la via Antiche Mura la cortina muraria che cinse il borgo in un quadrilatero irregolare imperniato tra la  chiesa di S. Giovanni Vincenzo e la torre cilindrica, mentre le due porte di ingresso si aprivano a cavallo della strada di Francia.

La chiesa attuale, edificata tra il 1760 su progetto di Bernardo Vittone, presenta internamente numerosi arredi di pregio come la pale dell’alta maggiore di Milocco, una raffinata Via Crucis del Raptus e la seicentesca Ancona del Rosario di Bernardo Lanino. L’impianto a basilica a tre navate  della chiesa era originariamente rivolto verso est, ma a partire dal XII secolo le accresciute esigenze pastorali degli abitanti con  trasferimento da Celle a S. Ambrogio delle reliquie di san Giovanni Vincenzo, beato eremita del monte Caprasio, indussero ad ampliare la chiesa e la costruzione di un grande campanile. A monte della chiesa all’inizio del sentiero che conduce alla sacra di San Michele si erge il castello abbaziale (1266) dall’ l’articolata successione di fasi edilizie e rinforzi con bertesche e caditoie come emerso nel corso delle campagne di scavo condotte nell’ambito del cantiere di restauro e di trasformazione del castello in struttura ricettiva. Sede del castellano di S. Michele e luogo di amministrazione della giustizia, fu anche residenza occasionale degli abati clusini.

La cittadina centro di traffici commerciali grazie alla presenza della Antica Strada di Francia, a partire dall’Ottocento con l’arrivo della ferrovia si sviluppò grazie all’insediamento delle prime fabbriche della Valle di Susa, il Cotonificio Fratelli Bosio (1871). Il complesso comprende oltre agli stabilimenti di produzione, anche le case per i dipendenti e Villa Neveux, la residenza dei proprietari, oggi sede municipale. L’imponente struttura industriale è strutturata a quattro maniche parallele con ampi cortili interni, in mattoni a vista con decorazioni a lambrequin in legno sulle falde di gronda tipici dello stile artistico Eclettico dell’epoca.

La festa patronale di San Giovanni Vincenzo si svolge a novembre secondo antichi riti seguiti dalla confraternita dell’Abbadia che portano in processione le reliquie di San Vincenzo.

Tra gli eventi del Gustovalsusa, il Meliga day con la mostra mercato di artigiani e produttori locali, celebra la produzioni artigianali tipica del paese, il fragrante biscotto a base di farina di mais, le paste di meliga.

Superficie 8,59 km²
Abitanti 3993
Altitudine 365 m slm

Fonte: www.vallesusa-tesori.it

 

Comune di Villar Focchiardo
seconda tappa

Il vasto territorio di Villar Focchiardo si estende sulla destra orografica della Dora per l’area pianeggiante e sino oltre i 3000 metri per l’area montana costellata da molte borgate. Un insediamento antico è documentato come Albereiasin dal IX secolo nell’area pianeggiante, ma la prima menzione come Villar Fulcardi è del 1029 riferendosi ad un nucleo posto in posizione protetta dalle acque della Dora e del Gravio che costituiva la villa composta da  una chiesa e da un palazzo signorile, il Palais. Pervenne in feudo ai visconti di Baratonia dalla Val Ceronda che per due secoli furono funzionari in quanto  diretti eredi del potere arduinico. Nel 1653 entrano in possesso dei diritti feudali i Carroccio che faranno costruire una vera e propria dimora residenziale sull’altura dominante il paese, il Palazzo dei Conti Carroccio (XV sec.) e una nuova chiesa parrocchiale. L’edificio titolato a S.Maria Assunta venne edificata tra il 1717 e il 1735 per volere dell’abate Ignazio Carroccio, a sostituire la precedente chiesa più a valle danneggiata da ripetuti eventi alluvionali. La generosa committenza di famiglia permise anche un ricco apparato decorativo all’interno e una ricercatezza negli arredi liturgici con la presenza di pale e dipinti di maestranze attive alla corte sabauda. La presenza dell’Antica Strada di Francia sul fondovalle vide sul territorio di Villar Focchiardo la presenza di due cascine di posta fortificate destinate all’accoglienza: Cascina Roland (XV sec.) e la Giaconera.

Risalendo la zona montana su un altura a mezza costa l’insediamento di Banda si raccoglie attorno alla Certosa la cui chiesa conserva un vivace apparato decorativo ed  un coro ligneo di epoca gotica (ora in restauro). Banda fu la grangia della certosa di Montebendetto nella quale i monaci provenienti dalla Losa di Gravere si insediarono a partire del Duecento. Una rovinosa alluvione costrinse all’abbandono nel 1473 con il trasferimento alla Certosa di Banda. La presenza della comunità certosina sulla montagna di Viallr Focchiardo fu però costellata da numerose liti anche violente con gli abitanti, per i diritti di pascolo e d’acqua.

Gran parte del territorio ad alta quota è compreso all’interno del Parco Orsiera Rocciavrè da esplorare attraverso i tanti sentieri escurisionistici che mettono in collegamento rifugi e posti tappa, come il Sentiero dei Franchi che attraverso Pian dell’orso con la pittoresca cappella della Trasfigurazione, raggiunge la Sacra di San Michele.

Tra le manifestazioni più importanti in Valle di Susa da oltre cinquant’anni, la Sagra del Marrone Valsusino (3° ottobre) con la mostra mercato dei prodotti del territorio è un appuntamento dedicato alla valorizzazione della castagna da frutto coltivata da tempi antichi su un’area ben specifica della Valle di Susa tra Meana, Mattie, San Giorio, Vaie e ovviamente Villar Focchiardo.

Superficie 25,63 km²
Abitanti 2050
Altitudine 450 m slm

Fonte: www.vallesusa-tesori.it

 

Comune di Susa

Susa, l’antica Segusio, città millenaria sorta in una posizione di netto controllo del territorio di un vasto territorio come la Valle di Susa. Sul principale insediamento valsusino convergono le strade che riportavano rispettivamente al Monginevro e al Moncenisio, e secondariamente al Colle delle Finestre. Cittadina oggi di servizi e punto di riferimento per il territorio valsusino, ha origini antiche per la presenza di tribù celtiche, dei quali Donno e poi suo figlio Cozio erano i rappresentanti.

La sua storia millenaria inizia intorno al I sec a.C. quando Augusto strinse un patto di alleanza con la popolazione locale, la cui testimonianza oggi è ancora visibile nelle decorazioni del frontone dell’Arco di Augusto edificato nell’8 a.C.. A testimonianza della romanizzazione di Susa numerosi ed importanti monumenti: le rocce coppellate celtiche, testimonianza della storia segusina più antica; l’acquedotto di Graziano (IV sec. d.C.); il Castrum (IV secolo d.C.), l’arena Antonina (II secolo d.C.), la Porta Savoia (III – IV sec. d.C.) a cui venne addossata, nel XII secolo, la Cattedrale di San Giusto; le tracce delle antiche mura ancora conservate lungo la via dei Fossali (attuale Corso Unione Sovietica). I recenti lavori di rifacimento della centrale Piazza Savoia hanno inoltre portato alla luce alcune importanti strutture che gli archeologi identificano come i resti del tempio urbano, posto al centro del foro. Nel XI secolo diventa uno dei perni della dominazione degli Arduinici di Torino e primo avamposto dei Savoia grazie alle nozze tra la comitissa Adelaide, figlia di Olderico Manfredi marchese di Torino e Oddone di Moriana, figlio di Umberto Biancamano. Il Castrum romano diverrà appannaggio del poter sabaudo e successivamente sede del governatore e dell’amministrazione napoleonica ed oggi ospita il Museo Civico, attualmente in fase di riallestimento.

L’importanza di Susa quale centro di potere e religioso è testimoniata anche dall’attuale cattedrale di San Giustosede dell’abbazia benedettina fondata nel 1029 che nel 1772 divenne cattedrale. Nel XIV sec. l’edificio venne rinnovato secondo dettami gotici, mentre risalgono alla metà del Quattrocento i pinnacoli e le decorazioni in cotto del campanile. Nel XV secolo l’edificio fu interessato da una campagna di decorazione opera della bottega pinerolese dei Serra.

All’interno notevoli gli arredi di pregio: il coro ligneo (XIV sec.), il trittico della certosa di Banda di Jacopino de Mottis (1491); la cinquecentesca scultura lignea della Maddalena, la pala con la Sacra famiglia del Moncalvo, il crocifisso ligneo di Etienne Fodéré. Tra gli edifici religiosi il convento di san Francesco (XIII sec.) presenta un ricco portale a ghimberga e un apparato decorativo trecentesco di grande rilievo. Il Museo Diocesano di Susa, presso la chiesa della Madonna del POnte (XIII sec.) ospita oggetti d’arte significativi datati tra il IV e XX secolo, provenienti da chiese e cappelle della Diocesi, e dalla cattedrale di Susa.

Susa divenne residenza di famiglie nobili e della borghesia mercantile, tra le vestigia le case del Borgo dei Nobili, il Palazzo de’ Bartolomei con l’adiacente torre civica e le decorazioni barocche del palazzo Benit in via F.Rolando, la Torre dei Rotari (XIV sec.). La sua posizione strategica e rivolta verso le terre del Delfinato che iniziavano poco a monte di Susa tra Gravere e Chiomonte comportò un notevole sviluppo della piazza militare intorno alla metà del ‘500 quando sotto il Duca Carlo Emanuele I di Savoia venne costruito un moderno assetto difensivo. Le colline rocciose che circondano Susa divennero sede di fortificazioni imponenti come il Forte di S.Maria, e il Forte della Brunetta per il controllo dei valichi, poi fatto smantellare da Napoleone.

La città propone un ricco calendario di eventi e manifestazioni : il Palio dei Borghi (luglio), Madonna della neve con ascesa al Rocciamelone (agosto), il Festival Internazionale del Folklore (settembre).

Superficie 11,26 km²
Abitanti 6687
Altitudine 503 m slm

Fonte: www.vallesusa-tesori.it